Perturbazioni atmosferiche
 
Prima di cominciare a disegnare un ambiente, ricordatevi l’ombrello! Tutte quelle “nuvole” non promettono nulla di buono.
 
in Fumetto | Correzione tavole
04/11/2011 15:43 - Di: Fabio Pochet

  Fabio Pochet
Tutor di Fumetto
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Con mio sommo tripudio e infinito gaudio, vedo moltiplicarsi i lavori di autori che coraggiosamente postano brevi storie autoconclusive o sequenze di pagine che richiedono maggiori sforzi a livello narrativo e di comprensione delle meccaniche del fumetto. Non posso far altro che incoraggiare tutti a seguire il loro esempio, se si vuole imparare a fare fumetti è necessario confrontarsi con storie vere e proprie e non limitarsi semplicemente a studiare le tecniche di disegno: l’obbiettivo di ogni fumettista non è diventare solo un bravo illustratore, ma soprattutto un eccellente narratore!

Partendo da questi presupposti commentiamo le tavole diell’attivissimo e fantasioso Jachob Ehrmann, dandogli nel frattempo anche qualche consiglio sparso sulla tecnica di disegno e colorazione.

Immagine 1

Immagine 2

Immagine 3

Il problema più grande che ho riscontrato nella sequenza delle tavole, è la mancanza di atmosfera corretta, resa dalla recitazione e dagli ambienti, che fosse in grado di supportare coerentemente la sceneggiatura o gli intenti dell’autore.

Esaminiamo la prima tavola. Il primo elemento che la contraddistingue è l’uso della modalità della colorazione RGB (per chi non la conoscesse consiglio di rileggere gli articoli passati). Lo stesso autore ha commentato il suo lavoro dicendo che non ha utilizzato il metodo CMYK con i suoi colori più spenti adatti alla stampa, perché sta realizzando un fumetto per il web. Devo fare un piccolo appunto su questa metodologia di lavoro: è vero che pubblicare sul web permette l’utilizzo di colori più brillanti e decisi (colori che non potrebbero mai risultare uguali in fase di stampa), ma per questo non bisogna dimenticare le regole base di colorazione.
So che i coloristi più giovani sono facilmente attirati da questi colori accesi e quasi fosforescenti che sembrano dare vita alle proprie colorazioni e facilitare il lavoro. In realtà banalizzano il risultato finale, appiattiscono il disegno e come gusto richiamano molto i lavori per i più piccoli. Ovviamente, riflettendo su questo aspetto del colore, bisogna anche riflettere sul tipo di prodotto e atmosfera che si sta realizzando. Se mi venisse chiesto ad esempio di realizzare un fumetto web basato sul film TRON, allora sì che farei un grande abuso di colorazione accesa e fosforescente in contrasto con toni più scuri e desaturati, questo per rendere l’atmosfera e lo stile di mondo digitale e artificiale. Al contrario se dovessi realizzare una storia realistica ambientata nel medioevo, userei questi colori solo se riuscissi a trovare una tecnica di gusto moderno e originale che per contrasto con l’ambientazione dia un tono artistico al risultato finale, altrimenti lascerei perdere e opterei per colori decisamente meno saturi.

Se proprio non potete fare a meno di utilizzare queste tonalità, consiglio di lavorare in CMYK nonostante il prodotto vada sul web, e solo a colorazione finita convertire in RGB e aggiungere i colori più vivi solo sulle parti che vi interessano.

A livello di composizione la tavola è piuttosto statica, ci sono alcune vignette poco chiare (lo schiaffo alla strega ad esempio è poco intuitivo, il “flash” sulla destra lascia troppo che sia la fantasia del lettore a comprendere cosa accade), il falco che cala sul serpente, per l’importanza che immagino la scena avrà nella storia, è poco drammatico e non ha lo spazio che merita.

Il vero problema su cui vorrei soffermarmi è però un altro. Jachob ha commentato la tavola dicendo che tutto è verde in quanto visto attraverso gli occhi di un cobra.

Ed ecco il vero errore della tavola che compare solo quando l’autore descrive il suo intento: non c’è nulla a livello di inquadrature o di disegno che renda non solo comprensibile, ma anche solo intuibile questa idea.

Immaginiamo che l’autore voglia rendere chiaro questo particolare solo a storia inoltrata, e scartiamo l’ipotesi di inserire un primo piano iniziale sugli occhi del cobra che aiuterebbe maggiormente la comprensione, come possiamo fare? 

Le varie frasi “lo spiego dopo” o “si capirà…” hanno senso solo se creano davvero sorpresa nel lettore che a quel punto, facendo due più due in base agli indizi sparsi nella storia, rimane compiaciuto e si gode maggiormente quello che legge. Al contrario, nascondere o rendere pochi chiari dei passaggi rende la lettura fastidiosa e incomprensibile, trasmettendo un senso di “B-movie” se mi passate il termine, dove tutto è lasciato un po’ al caso, perché tanto il senso di quello che si vuole dire si capisce lo stesso.
Ricordiamoci che i lettori non sono nella nostra testa, non conoscono le nostre idee e intenzioni e non condividono quello che sappiamo noi. I lettori si annoiano, non capiscono, restano delusi, non importa se dopo duecento pagine mute e tutte uguali scoprono il senso divertentissimo del personaggio immobile che fissa una palla, perché è molto probabile che abbiano smesso di leggerci a pagina tre.

L'importante è essere chiari e disegnare senza mai dare nulla per scontato

Un cobra come vedrebbe la scena di pagina uno? Indubbiamente da un punto di vista vicino al terreno dove striscia, magari con una prospettiva distorta che aiuterebbe ad aumentare il senso di mistero e l’inquietudine trasmessa dagli accadimenti a d esempio!

Passiamo a pagina due. Anche qui c’è lo stesso problema di atmosfera che non è aiutato dalla recitazione. Mi perdoni Jachob se mi sono divertito a fare un piccolo esperimento sulla sua tavola buttandola sul comico, però dopo averla letta sarà chiaro che cosa intendo:

Immagine 4

L’atmosfera descritta e le azioni del personaggio non descrivono assolutamente quello che la storia dovrebbe trasmettere in questo momento: la protagonista si è risvegliata dopo una visione che l’ha scioccata al punto che ha bisogno di indagare per saperne di più. Dovremmo essere in grado, senza i dialoghi, di capire che la protagonista possiede dei poteri, che è scossa e che è ragionevole per lei recarsi in biblioteca dopo aver fatto quello strano sogno. Va data più enfasi all’atmosfera, o perlomeno va resa più coerente alle necessità del racconto. Buona comunque l’idea di mostrare il simbolo sulla spalla che sono sicuro avrà importanti risvolti nella prosecuzione della storia.

Nell’ultima vignetta non si ripresentano gli stessi errori, anche perché la scena è più semplicemente descrittiva, anche se ci sarebbero migliorie da fare dal punto di vista della sceneggiatura sulle quali preferisco non entrare nel merito in quanto non è il mio campo. Trovo poco accordo tra il primo balloon e la scena descritta. Ancora una volta lo stesso Jachob ha commentato lui stesso sulla sua bacheca le parole della sua protagonista, dicendo che si capirà il senso della frase lungo la storia. A livello di narrazione però appare nuovamente come una scena finta e costruita: il personaggio che dice una frase del genere di punto in bianco mentre cammina per strada non ha senso o almeno risulta noioso e di poco interesse.

Si riferisce a degli alieni che si scoprirà avere conquistato la terra? Facciamole allora commentare della strana tecnologia che caratterizza e rimodella la città di Benares.

Sono delle creature talpoidi che hanno instaurato una dittatura culturale basata sulla coltivazione di patate? Facciamo leggere alla protagonista un cartello incomprensibile o qualcos’altro di strano. Insomma, deve esserci un po’ più di collante tra il disegno e le intenzioni dell’autore che, a differenza di un ipotetico lettore, ha tutta la storia chiara e precisa nella sua testa.

Qualche ultimo consiglio in ambito tecnico:

Immagine 5

Perché far camminare il personaggio sul balloon? È vero che è un peccato coprire la città che è uscita molto bene e in maniera gradevole, ma è sempre meglio coprire un disegno piuttosto di avere una composizione brutta e poco funzionale che rovina l’atmosfera. C’è tanto spazio, perché attaccare il balloon alla protagonista? Inoltre per dare maggiore risalto alla città abbasserei l’opacità dei palazzi più grandi: in questo modo si allontanano ed essendo meno incombenti risultano anche più imponenti.

L’ultima vignetta è realmente poco descrittiva e chiara, senza contare che la sproporzione del santone è un errore che non mi sarei mai aspettato vedendo le altre tavole. Senza dubbio andrebbe ripensata da zero.

Chiedo scusa a Jachob se questo volta è stato lui la vittima della correzione più puntigliosa del mese. Purtroppo nello spazio che abbiamo a disposizione, spesso non c’è  il tempo di parlare anche dei pregi degli aspiranti autori: nel suo caso si tratta di una grande fantasia, entusiasmo e soprattutto della voglia di darsi da fare per realizzare concretamente tutte le idee che passano per la testa. Una cosa non da poco.

Quindi coraggio su questa strada, Jachob! Fai solo più attenzione alle sceneggiatura, altrimenti rischi di vanificare tutta la fatica (e non è poca, si vede!) che metti nel disegno.

Votalo:
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Jachob Ehrmann
08/07/2012 14:29
Ho riprogettato tutte e tre le tavole, modificando la scansione tra le vignette e desaturando la colorazione. Non so se sia migliorato di tanto, ma mi pare più logico ora.

Jachob Ehrmann
26/11/2011 00:04
Ho rivisto la prima tavola, per ora, desaturandola. Riprogettata parzialmente, per la seconda parte della visione, che si conclude nella tavola seguente ancora in lavorazione. Ho provato a ricaricarla, ma pare che lo stesso nome dia qualche problema alla visione ridotta (credo rimanga in cache la versione precedente): cliccando sull'immagine si vede in ogni caso la versione aggiornata.

dreamer
11/11/2011 16:43
Prima di disegnare è meglio realizzare uno schema (non so se ha un nome tecnico o se esiste, io faccio così ad intuito) con i miei personaggi e gli elementi che devono comunicare: dalla bibbia dei personaggi so che ha un certo carattere, quindi decido di renderlo evidente con il modo di parlare, muoversi (strambo o rigido come uno stoccafisso), vestire (casual o molto ricercato); poi prendo le informazioni che ho di lui, ovviamente tantissime visto che gli do una vita, e seleziono quello che serve al momento, cosa è importante che il lettore sappia come presupposto per capire (il suo lavoro, la sua filosofia o le abitudini, dipende dall'episodio specifico) e cosa in questa storia è funzionale alla gag o alla sorpresa finale, quale indizio mi serve lasciare in giro (nei punti meno visibili delle vignette, ad esempio) e cosa non devo assolutamente dire o anticipare perchè va svelato dopo. Se ho un fumetto a puntate, potrei avere l'esigenza di presentare anche elementi che non sono proprio attinenti a questo episodio (ad esempio che beve la cioccolata calda la sera), ma che ripetuti ogni tanto forniscono al lettore l'informazione che il personaggio ha questa abitudine, e può servire un domani per farlo avvelenare dalla cameriera del bar, o vincere una fornitura a vita di cialde! E' certo meglio che dire: "che bello ho vinto, bevo la cioccolata tutte le sere!", è tutto un altro livello, no? Nel mio schema quindi segno bene in rosso tutte le cose del personaggio che vanno in ellissi, cioè taciute fino al momento giusto, che sia la puntata o un finale di serie. In un bel giallo quello che devo dire nell'episodio, ma a metà strada o alla fine come soluzione del caso, se dico subito chi è l'assassino che gusto c'è? Appunto, il lettore deve avere il gusto di scoprire, di arrivarci vicino, non devono mancargli gli elementi. Se non gli diciamo niente non vale! Come si nota nelle domande di Moonshine, a una prima lettura sono troppe le cose che non sono chiare. Eventualmente, se non si vuole spiegare tutto, si ricorre a un inganno, a un malinteso,insomma, ed è il colore fuxia nel mio schema, è la percezione che evochiamo nel lettore. Se non voglio svelare che Pino è una spia, posso portare avanti la narrazione come se fosse un operaio, o un giornalista, non importa, basta che abbia un senso, seppur temporaneo, che si riesca a leggere e capire, anche se poi alla fine non era così! Sono stata chiara? Spero di sì :D

Giac_72
10/11/2011 10:11
eheh al lavoro!

Jachob Ehrmann
09/11/2011 23:53
In risposta a "The Sniper" devo dire che inizialmente l'impatto è stato più un "E' meglio rinunciare definitivamente", ma poi ho pensato che se fabio ha pensato di dedicare una rubrica non ad una, ma a ben tre mie tavole, significava che qualcosa di buono deve averci visto... anche se nascosto bene sotto troppa saturazione e un po' di passaggi poco chiari o poco incisivi! Quindi precetto Giac per continuare il lavoro... e riparto dalla prima tavola... ahimé!

Moonshine
08/11/2011 00:43
La battuta iniziale (o quello che è) nel ballon del'ultima tavola,cioè i pensieri della protagonista...non credo di aver capito il concetto -.-' E il vecchietto è uno che lavora in quell'albergo? No,cioè, se è un passante è difficile che ti dia l'indicazione se non glielo chiedi con educazione. In quale epoca è ambientata la tua storia? Quanti anni ha la protagonista? Come mai hai scelto di ambientarla in India? =)

Jachob Ehrmann
06/11/2011 22:28
In effetti sto lavorando con Giac a ridefinire cosa è importante e cosa non lo è... Alla fine ne risulterà per forza una nuova visione delle prime tre tavole, in cui alcune cose che non sono affatto chiare dovranno divenirlo per forza. Giac non conosce infatti nulla di ciò che ho in mente: non aveva nemmeno visto la storia sul mio sito, per cui non poteva dar per scontato nulla. Ora abbiamo finito di rivedere la parte del soggetto che copre la prima tavola, per cui tornerò a lavorarci, tenendo anche conto dei commenti sulle saturazioni, che lavorando a bassa luminosità sul mio PC fatico a notare. Tra l'altro chiedo a fabio: c'è modo di lavorare in CMYK su Flash? Non l'ho trovato e passare prima da Freehand (dove invece è possibile) mi raddoppia i tempi, che già non sono brevi.

dreamer
06/11/2011 06:33
Ciao! Conosco questo fumetto da tempo, ho letto la versione del sito, su varie linee narrative parallele, una per personaggio, devo dire che il lavoro è stato senz'altro enorme, senza dimenticare i simpatici effetti di movimento che possiamo ammirare su alcune tavole!!! E' una storia che forse si spiega proprio nell'intreccio delle varie narrazioni, ma è molto importante quello che dice il tutor perchè io ci sono già cascata diverse volte nella presunzione di essere già perfettamente chiara. La prova del nove si fa sempre col lettore, prendete un ignaro amico o familiare e chiedetegli cosa ha capito del vostro disegno, fate domande precise: dove sono? cosa succede? hai capito chi è questo? e cosa fa? Se non ha capito niente, da capo! Il nostro lavoro è comunicare, e se non è chiaro è inutile, come un libro che ha scritta una riga sì e una no. Adoro le spiegazioni sui colori, e anche io avrei sbagliato buttandomi sul vivace anche dove non avrebbe senso... quindi mi sa che sono nella stessa barca con Jachob!!! Che qualcuno dovrà avvisare, voi che dite?

Giac_72
04/11/2011 19:30
Jachob penso anche io che sia impegnativo lavorare su una saga come questa. Però sono sicuro che se metterai in pratica tutti i consigli e continuerai a migliorare la sceneggiatura, come stai facendo, otterrai un prodotto di buona qualità. La tua fortuna è che hai le idee chiare sulla simbologia della storia che hai creato, la fantasia non ti manca forza forza! Ti ricordo che dobbiamo ancora finire la revisione del nuovo soggetto :)

marco
04/11/2011 18:02
bella lezione anche io avevo visto in precedenza le sue tavole e mi sembrava che qualcosa non funzionasse infatti si è rivelato tale :) Forza Jachob continua così! Fabio io ho pubblicato sulla mia mypage, qualche tavola del mio fumetto "Yumen Mistery" di cui a suo tempo l'infallibile Sisti ne aveva corretto la sceneggiatura potresti darci un occhio e nel caso dare anche a me qualche consiglio? Grazie

StoryTeller
04/11/2011 17:12
WOW! Una correzione che non può non invogliare all'immediata stesura delle tavole modificate secondo queste indicazioni. E' vero soprattutto il discorso sul colore e sull'atmosfera: i colori dell'India che ho in mente non sono quelli che vedo nelle tavole, e con le indicazioni che ha ricevuto l'autore saprà descrivere il suo mondo in maniera assai più efficace. Complimenti per il grande impegno, si vede che porti avanti questo progetto con passione!